11 novembre 2010, giovedì

Sveglia alle 7:20 e colazione poi si riprende la discussione per la redazione della bozza di convenzione da presentare al Vescovo. Abbiamo anche deciso che essendo qui in quattro membri del consiglio direttivo di SCSF ong, ed essendo il documento in bozza e quindi suscettibile di variazione ad opera sia del Vescovo che nostra, ed essendoci anche resi conto della necessità di abbreviare i tempi di queste trattative, consegneremo una copia del documento da noi adeguato alla luce degli incontri fatti in questo viaggio, direttamente nelle mani del Segretario Padre Peter Wissa affichè lo faccia avere prima possibile al Vescovo con preghiera di valutarlo attentamente e farci pervenire le sue osservazioni al più presto.

Alle 9:30 abbiamo completato l’estensione del documento e ci prepariamo per la visita al cantiere dove Mario ci guida da vero cicerone per farci vedere gli ultimi progressi nella installazione della valvola a farfalla nella sala valvole (dove Gianfranco inciampa senza conseguenze), la dislocazione dei tubi lungo il percorso della condotta, le predisposizioni dei blocchi di controspinta nei punti dove la condotta cambia direzione, il blocco di tenuta a monte del salto finale, per poi discendere sul sito della centrale e constatare la mole di materiale già stoccato dentro al grande capannone metallico pronto per l’assemblaggio del fabbricato della centrale appena si sarà completata la realizzazione dei blocchi di ancoraggio delle turbine e degli scarichi a valle. Infine rientriamo a casa Monari per il percorso più lungo che fiancheggia il corso del Lukosi dove possiamo vedere il nuovo ponte di Ilutila che adesso è idoneo anche al passaggio di mezze pesanti e che Mario ci informa essere stato molto utile alla campagna elettorale del Mugnakiti (sindaco) di Ilutila che si è grandemente vantato di avere ricostruito il ponte sul Lukosi. Risaliamo poi verso il villaggio di Madege e di qui per la solita strada ridiscendere di nuovo verso il cantiere di Maguta.

Una volta a casa, mentre Gianfranco si riposa dagli scossoni ricevuti durante la visita in cantiere e Carlo completa il suo racconto dell’incontro con Sister Violet al Dispensario di Madege, io mi dedico alla trascrizione sul PC del documento che domani vorremmo portare a Padre Peter. Dopo averlo stampato con la stampante in camera di Mario lo rileggiamo e correggiamo per poi infilarlo in una busta accompagnato da una lettera scritta di pugno da Gianfranco sperando che Monsignore abbia la possibilità di leggerlo e valutarlo presto.

Questa sera la connessione a internet è più agevole e riesco anche a mettere on-line il pezzo di Carlo sul sito di SCSF poi Mario ci chiama per la cena “chakula taiari” (mangiare pronto) e ci sediamo a tavola sempre discutendo animati da un fervore generato dall’entusiasmo di partecipare a questa impresa.

Dopo cena ci ritiriamo presto anche perché domattina abbiamo appuntamento con Padre Peter a Iringa alle 10 per andare poi a Tosamaganga e quindi sarà necessario partire entro le 7:30.

Dopo la doccia calda, intanto che fuori scroscia un temporale, telefono a casa e aggiorno il diario che spero di poter mettere presto in linea per condividere con gli amici che ci seguono le emozioni di questo intenso viaggio. Domani inizieremo il rientro.

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3 pensieri riguardo “11 novembre 2010, giovedì

  1. Non c’ nulla da dire, il resoconto ci porta un po’ in Africa, lì con voi…siete semplicemente ammirabili per quello che state facendo e per come lo fate…non credo sia necessario aggiungere altro…bravi, continuate così!!!

    1. Grazie Piero! mi fa molto piacere leggerti, in realtà da dire ci sarebbe molto ma un poco alla volta spero avremo il modo di poterlo fare. Intanto sono contento che tu abbia avuto la voglia e la pazienza di leggere il diario di questo viaggio … anche perché so di avere la tendenza ad essere prolisso … e poi sono cose scritte quasi in diretta giorno per giorno con lo scopo principale di fissare quello che abbiamo fatto e le sensazioni che ne ho ricavato … e quindi nella frenesia di riuscire a scrivere tutto per non perdere nulla forse quello che risulta non è leggibilissimo … comunque se sono riuscito a coinvolgerti un poco nell’Africa che stiamo vivendo è già un ottimo risultato.
      Qui poi nonostante da bravi occidentali ci siamo dati una scaletta piuttosto fitta, il concetto di tempo è piuttosto dilatato e ci permette digressioni che una volta rientrati è difficile permettersi.
      A presto
      Stefano e Gianfranco

      1. Io invece sono rimasto in occidente e vado di fretta, anche perchè la prossima settimana sarò a Mosca per una fiera…ma ricevo volentieri le notizie…saluta anche Gianfranco! Alla prossima!!!

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