9 novembre 2010, martedì

Sveglia al canto del muezzin che per questa volta almeno non è una tediosa gnola gutturale ma quasi un canto. Doccia e preparazione delle valigie. Ci troviamo per colazione alle 7:30, Elia carica il Toyota e andiamo alla casa del Vescovo per l’appuntamento delle 9:00.

Arrivati nel cortile ci accoglie Padre Peter con il quale scambiamo qualche battuta intanto che aspettiamo Monsignore. Nel frattempo arriva anche Pierino al quale dobbiamo consegnare il PC che a Londra ci ha dato per lui Salvador.

Dopo qualche minuto arriva anche il Vescovo di Iringa, Mons. Tarcisius Mgalalekumtwa nostro referente in questa regione e rappresentante dell’entità cui il nostro impianto verrà donato a beneficio e per lo sviluppo delle popolazioni dell’altopiano di Iringa. Ci invita ad entrare nel salotto per il colloquio che gli avevamo chiesto e che per noi è una delle motivazioni principali di questo viaggio.

Avremo un colloquio approfondito che durerà più di due ore dove affronteremo tutte le questioni relative ai nostri progetti qui cercando di penetrare il velo dietro il quale questa gente africana riesce a dissimulare i propri reali sentimenti quali abilissimi negoziatori. Per noi sarà compito arduo.

Quando finalmente la discussione con il vescovo volge al termine arrivano anche gli altri bolognesi che sono adesso ad Iringa e quindi abbiamo l’opportunità di salutare Don Tarcisio Nardelli e le altre persone che sono assieme a lui poi salgo in macchina con Monsignore per andare a vedere la nuova biblioteca della Cagliero Haigh School. Mario e Carlo ci seguono con la nostra macchina guidata da Padre Peter.

La Biblioteca è un edificio rettangolare ad un piano di circa 35×12 metri dotato di una reception per consegna e restituzione, un ufficio la biblioteca ed una sala lettura di circa 25×12. La copertura è in lamiera sostenuta da capriate reticolari in legno a circa 60 cm con uno sporto asimmetrico sul lato lungo di ingresso a SUD. L’edificio è in via di completamento e mancano ancora gli impianti e parte degli infissi ed il controsoffitto. Il vescovo mi chiede cosa ne penso e io non posso fare a meno di osservare che sarebbe utile cercare di innescare una ventilazione naturale nel sottotetto per evitarne il surriscaldamento cerco quindi di spiegare al vescovo in persona come fare e lui mi pare sinceramente interessato. Al termine della visita salutiamo monsignore che parte per altri appuntamenti fuori sede e noi assieme a padre Peter andiamo a pranzo all’Hilltop.

Dopo mangiamo riaccompagniamo Padre Peter in arcivescovado dove ci aspetta Elia per prendere finalmente la strada per casa Monari a Manguta.

Ogni anno passando di qui si vedono i progressi della strada che è sempre più facilmente percorribile e che addirittura passando per l’abitato di Kilolo (che è diventata sede di distretto) è stata anche asfaltata e addirittura c’è un benzinaio.

Comunque questi 70 chilometri di strada che porta al nostro cantiere attraverso due passi ad una quota prossima ai 2000 m.s.l.m. Segnano non tanto una distanza fisica quanto una distanza temporale che ci trasporta in un latro mondo, in una altra africa e forse in un altro tempo.

Al calar del sole arriviamo finalmente a casa accolti dalle festanti risate di Innocenzia e Tafrigia che intanto ci hanno preparato cena e camere per riposarci.

Dopo cena facciamo alcune considerazioni sugli incontri avuti oggi e su quanto discusso con il Vescovo poi andiamo a dormire.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...