6 novembre 2010, sabato

sveglia alle 04:10, ritrovo all’ingresso alle 04:30, 05:00 check-in al desk Precision Air del Nierere Airport e alle 06:00 partenza per Mwanza.

A Mwanza si sta bene, è quasi fresco e non c’è l’umidità di Dar, ogni volta che torno qui ho modo di apprezzare questa città colorata ma ordinata sull’estremo meridionale di una sorta di fiordo del lago Victoria.

Arriviamo velocemente al Bugando Medical Centre dove ci attende il Direttore generale, il Dr. Maginge che ci accoglie fraternamente.

Dopo la firma del libro degli ospiti, visto che il volo di rientro a Dar è alle 14 e quindi non abbimo moltissimo tempo, affrontiamo subito i temi della nostra visita.

Dopo l’incontro del dicembre scorso durante il quale abbiamo formalmente consegnato lo Scanner Service al BMC che lo ha accettato con gratitudine espressa intitolando il servizio al Prof. Edgardo Monari, abbiamo dovuto affrontare un problema imprevisto che ha messo fuori uso la macchina.

La causa di questi disguidi è dovuta alle frequenti sovratensioni che hanno di fatto distrutto le protezioni e danneggiato l’unità di controllo ad alta tensione.

Prima che potessimo provvedere alla installazione di un gruppo di continuità stabilizzato.

Tramite l’insostituibile ed infaticabile amico Zelindo Gandini (che già aveva fatto il miracolo di rimettere la TAC in funzione ad ottobre 2009) abbiamo contattato un medico titolare di un ambulatorio privato che si è detto disponibile a “cedere” la loro apparecchiatura.

Fatte le dovute considerazioni di opportunità e sostenibilità economica dell’operazione si è concordato di acquisire l’attrezzatura per ricavarne parti di ricambio per la nostra macchina e di valutare l’acquisto di uno stabilizzatore adeguato.

Nel frattempo con l’aiuto di Raimondo che attraverso Stefano Marchesini ci ha messo in contatto con il Sig. Stefano Re si è potuto risolvere il problema della “trasportabilità” delle immagini video provenienti dalla TAC ad un PC che ne permettesse la stampa e la visione per mezzo di un PC.

Il Sig. Re ha assemblato un adattatore video che permettesse al segnale particolare dello scanner di essere “letto” da una comune periferica di acquisizione video per PC.

Fatta questa premessa ed esposto che SCSF ha voluto fare ogni sforzo possibile per completare l’impegno preso e che a tale scopo ha finanziato l’acquisto delle parti di ricambio abbiamo chiesto ad direttore del BMC due cose:

  1. la conferma che tanti sforzi, umani d economici fossero ancora utili ed apprezzati; e
  2. la disponibilità del BMC a sostenere l’acquisto dell’unità di protezion e stabilizzazione.

Dopo averci esposto la necessità di avere la nostra macchina in esercizio e la soddisfazione nell’apprendere la nostra decisione di fare fronte all’imprevisto (dovuto peraltro al malfunzionamento generale della rete elettrica nazionale e del complesso ospedaliero), il Dr. Maginge è rimasto un poco interdetto alla nostra richiesta di collaborazione economica.

Tale richiesta è stata da me presentata anche in forma collaborativa chiedendo al disponibilità del BMC ad acquistare eventualmente una unità usata e ricondizionata dalla casa installatrice che noi speriamo di poter reperire in Italia e spedire a Mwanza, mentre le batterie potevano essere certamente reperite in Tanzania a prezzi certamente più convenienti di quanto non si potrebbe fare acquistandole in Italia per poi accollarsi i costi di spedizione che potrebbero superare anche quello delle batterie stesse.

A questo punto ha fatto bene ad intervenire John per illustrare al Dr. Maginge l’opportunità di poter risolvere in modo analogo anche i problemi di altre attrezzature e delle sale operatorie (si noti che attualmente la situazione per un ospedale di più di 800 posti letto, unico al servizio di una popolazione di più di 10 milioni di abitanti, è tale che in caso di blackout l’intervento dei generatori di emergenza dell’ospedale non è in grado di evitare lo spegnimento delle apparecchiature di alcune sale operatorie e della unità di cura intensiva, rendendo di fatto inutilizzabili alcune delle già scarese sale operatorie del BMC).

Questa intuizione ha permesso di raggiungere un accordo secondo il quale SCSF si impegna a rimettere la TAC in esercizio e a sostenerne l’utilizzo per almeno tre anni, mentre il BMC si accolla l’acquisto del gruppo di continuità stabilizzato di protezione. Anzi ci chiede di poterne acquistare con le medesime modalità altri tre.

Infine si è convenuto di proporre al BMC un protocollo di intesa per proseguire la collaborazione attorno al servizio TAC prevedendo anche la possibilità di formare in Italia o in Tanzania tecnici e medici per l’utilizzo di queste apparecchiature nell’arco dei previsti tre anni di esercizio.

Sarà compito nostro (in particolare di Carlo e mio) stilare la prima bozza di questo “memorandum of understanding” da sottoporre direttamente al direttore del BMC.

L’incontro si conclude con grande soddisfazione di tutti ed in particolare di Gianfranco e viene suggellato dalla foto dei due responsabili che si salutano mangiando assieme gli ottimi “sambusa” offerti dal direttore.

Infine come ciliegina sulla torta siamo riusciti ad installare e testare positivamente l’unità di conversione video che adesso permette di memorizzare le immagini tratte dalla TAC su PC. Ho immediatamente provveduto ad informare Gandini e Marchesini che ne sono stati ovviamente molto soddisfatti.

Ci salutiamo impegnandoci una volta in italia a trasmettere assieme alla bozza di memorandum la tempistica di riparazione della nostra TAC.

A questo punto si è fatta l’ora di tornare in aeroporto da dove il volo di rientro deolla con mezz’ora di ritardo.

Arriviamo a Dar alle 17 circa e dopo avere acquistato le carte telefoniche per il traffico internet e bevuto la solita Coca aspettando che Elia arrivi, per volere di Gianfranco andiamo a festeggiare all’Arca di Noè dove mangiamo un ottimo risotto ai frutti di mare.

Alle dieci e mezza circa rientriamo in camera per scoprire che non c’è acqua.

Comunque alla fine in qualche modo siamo riusciti a fare la doccia e ad andare a letto.

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